Autore: Anna Maria Nannavecchia, ARESS PUGLIA
a.nannavecchia@aress.regione.puglia.it
Anna Salvatore, ARESS PUGLIA; Lucia Bisceglia, ARESS PUGLIA;
Categoria Primaria: Salute dei migranti, richiedenti asilo e rifugiati
Categoria Secondaria: Salute materno-infantile
Introduzione e obiettivi. Le analisi che riguardano una popolazione, anche quando non si tratta di salute, non sempre affrontano l’eterogeneità intrinseca della componente “straniera”. In questo lavoro verrà posta l’attenzione sul tema della variabilità della popolazione straniera, analizzando un outcome di esito di salute che riguarda il genere femminile: l’aborto spontaneo. L’aborto spontaneo, poco indagato a causa della difficoltà di misurare compiutamente il fenomeno, descrive una perdita di una gravidanza intrauterina entro la 25esima settimana di gestazione.
Metodi. A partire dai dati del modello Istat D11, riguardante gli aborti spontanei avvenuti in regione Puglia, nel periodo 2017-2022, sono state analizzate le differenze di occorrenza dell’evento tra donne italiane e straniere, per età. È stato applicato un modello di regressione logistica, usando come outcome l’aborto delle donne straniere vs le italiane, usando le seguenti covariate: precedenti interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) o aborti, settimane di amenorrea, stato civile, scolarità, età. Infine, per approfondire il tema dell’eterogeneità del gruppo delle donne straniere rispetto all’outcome considerato, è stata utilizzata una analisi delle componenti principali (PCA) che evidenziasse pattern e potenziali raggruppamenti per aree geografiche di provenienza.
Risultati. Il primo elemento di eterogeneità riguarda la distribuzione per classi d’età dell’evento aborto tra straniere e italiane: nelle classi giovanili (entro i 24 anni), si verifica un’occorrenza di aborti spontanei 3 volte più elevata nelle straniere rispetto alle italiane della stessa età. La regressione logistica conferma un aumentato rischio di aborto spontaneo nel gruppo delle straniere, per età bassa, scolarità bassa, essere sposata e aver avuto precedenti IVG o aborti. Non ci sono differenze significative, rispetto a questi risultati, quando si considerano le sole straniere residenti. Infine, la PCA, sugli aborti della popolazione straniera, ha identificato 3 componenti principali, tra cui una definita esclusivamente da donne con un maggior numero di IVG precedenti, in cui rientrano esclusivamente le donne dell’Africa centrale.
Conclusioni. I risultati mostrano come l’occorrenza di aborti spontanei è differente, specialmente nelle età giovanili, tra italiane e straniere e che esistono dei fattori che aumentano il rischio di aborto spontaneo in quest’ultimo gruppo. I determinanti studiati non possono dirsi esaustivi e, prevedibilmente, esistono altre cause che non è possibile cogliere con i flussi sanitari correnti. Infine, l’esplorazione specifica degli aborti tra le straniere, con l’individuazione delle componenti principali, anche per area di provenienza, potrebbe essere utile per la pianificazione assistenziale della rete consultoriale della regione Puglia.