Quali differenze dai numeri dei cancri in Italia

Autore: Ivan Rashid, Epidemiologia e Care Intelligence, Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale della Puglia, Bari
ivrashid@gmail.com
Valentina Cozza, UOC Controllo di Gestione, ASL Napoli 1 Centro, Napoli Lucia Bisceglia, Epidemiologia e Care Intelligence, Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale della Puglia, Bari

Categoria Primaria: Malattie cronico-degenerative e tumori
Categoria Secondaria: Metodi epidemiologici e biostatistici

Introduzione. In Italia, a livello nazionale, i dati dei tumori faticano ad avere una rappresentazione di dettaglio essendo le comunicazioni sostanzialmente limitate a proiezioni “in tempo reale” con fonti piuttosto datate. Nelle more del perfezionamento del Registro Tumori Nazionale, la recente pubblicazione del volume Cancer Incidence in Five Continents (CI5) rappresenta quindi una preziosa opportunità per attingere finalmente a dati reali dei registri tumori (RT).

Obiettivi. Valutare e analizzare i dati più recenti dei RT italiani e da questi delineare con maggiore dettaglio la situazione epidemiologica nazionale, verificando se vi siano particolari evidenze di mutazioni di gradienti Nord-Centro-Sud.

Materiali e metodi. Abbiamo acquisito i dati dei 36 RT italiani presenti su CI5 relativi agli anni 2013-2017. Le popolazioni sono state verificate, corrette da errori e normalizzate alla ricostruzione censuaria ISTAT. La completezza dei dati dei RT è stata valutata attraverso il rapporto mortalità/incidenza applicato a potenziali dati non consolidati. Sono stati calcolati i tassi età specifici, standardizzati diretti di incidenza (TSD) e i tassi troncati degli adulti per 79 diverse neoplasie, per singolo RT e per macroarea. Per 23 RT sono stati effettuati confronti temporali con i dati 2008-2012.

Risultati. I tassi di incidenza mostrano una estrema eterogeneità geografica: tra gli uomini il valore del TSD complessivo è compreso tra 584 per 100.000 nella provincia di Reggio Calabria a 809,9 per 100.000 nella provincia di Sondrio; tra le donne il TSD è massimo in Emilia-Romagna (540,5) e minimo nella provincia di Avellino (409,9). Il gradiente con tassi decrescenti da Nord a Sud appare visibile solo per i tumori mammari femminili. Per diversi tumori e in particolare i tumori polmonari, della vescica e del fegato l’area delle province di Napoli e Caserta (NA-CE) condizionano di molto gli indicatori del Sud Italia. Per i tumori polmonari maschili l’area NA-CE mostra i tassi più elevati d’Italia e in modo particolare nella popolazione adulta.

Conclusioni. L’analisi ha mostrato la potenzialità conoscitiva associata, non solo alla disponibilità dei dati reali dei RT di popolazione, ma anche ad una loro adeguata lettura, standardizzazione e analisi di dettaglio. Le nostre analisi, sui dati così riorganizzati e ripuliti da dati non consolidati, mostrano evidenti eterogeneità e numerosi sovvertimenti dei gradienti Nord-Centro-Sud e suggeriscono, per esempio, l’opportunità di distinguere, nelle analisi e nelle stime, l’area NA-CE dall’area Sud, data la loro significativa diversità.