Autore: Fulvio Ricceri, Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, Università degli Studi di Torino
fulvio.ricceri@unito.it
Maria Teresa Giraudo 1, Riccardo Falco 2, Ambra Tabor 2, Lucia Dansero 1, Lorenzo Milani 1, Carlotta Sacerdote 3, Roberto Gnavi 4, Savino Sciascia 1 1 Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, Università degli Studi di Torino 2 Corso di Laurea magistrale in Metodi statistici ed economici per le decisioni, Università degli Studi di Torino 3 Epidemiologia dei Tumori, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino 4 Servizio Sovrazonale di Epidemiologia ASLTO3, Grugliasco (TO)
Categoria Primaria: Malattie cronico-degenerative e tumori
Categoria Secondaria: Salute dei migranti, richiedenti asilo e rifugiati
Introduzione La multimorbidità è un fenomeno in crescita nei paesi a sviluppo avanzato, in parte attribuibile al miglioramento delle terapie e al conseguente aumento dell’aspettativa di vita. E’ stato rilevato che alcuni fattori psicosociali, tra cui diversi aspetti legati alla migrazione, possono influenzare a loro volta l’insorgenza e lo sviluppo delle malattie, creando delle cosiddette “sindemie”. Il concetto di sindemia è stato introdotto dall’antropologo medico Merrill Singer negli anni ’90 in ambito qualitativo-etnografico per descrivere il complesso fenomeno di interazione che riguarda insiemi di malattie e fattori biologici, comportamentali e sociali. Tra le sindemie proposte in ambito antropologico vi è la “VIDDA” (Violence, Immigration, Diabetes, Depression, Abuse), identificata nelle donne messicane immigrate negli USA.
Obiettivo L’obiettivo di questo studio è valutare per la prima volta in ambito epidemiologico la presenza di una sindemia che lega il diabete, la depressione e lo status migratorio utilizzando i dati dello Studio Longitudinale Piemontese.
Materiali e Metodi Utilizzando algoritmi validati basati sul record-linkage di fonti amministrativo-sanitarie, sono stati identificati nella popolazione piemontese i casi prevalenti di diabete e depressione nel 2019 ed è stato valutato l’eventuale status migratorio (dicotomizzato in nascita in paese a sviluppo avanzato o a forte pressione migratoria). La presenza di sindemia è stata valutata utilizzando i modelli log lineari di dipendenza tra tre variabili aleatorie e la bontà del modello è stata valutata con l’uso della devianza e dell’indice di Akaike.
Risultati Dei 2.079.631 soggetti piemontesi con età maggiore di 50 anni, 83.971 sono affetti da diabete, 417.934 sono affetti da depressione; 7.562 sono soggetti immigrati con almeno una delle due patologie, di cui 345 le hanno entrambe. Tra i modelli di indipendenza a 3 variabili il miglior modello risulta quello saturo, essendo sempre significativa l’interazione con gli ordini superiori. Tuttavia, tra i modelli meno complessi, risulta interessante quello dell’indipendenza condizionata tra diabete e immigrazione data la depressione. Guardando gli OR dei modelli, sembra esserci una relazione positiva tra diabete e depressione con un aumento della probabilità di essere affetti da depressione per le persone affette da diabete pari a più del doppio della probabilità delle persone non affette da diabete (OR= 2,18; IC 95% 2,09-2,27). Sembra inoltre essere presente una relazione negativa tra depressione e immigrazione, seppure con il limite dovuto all’identificazione dei casi di depressione attraverso l’uso dei farmaci, meno frequente nelle persone immigrate.
Conclusioni I risultati dell’analisi identificano una sindemia diversa da quella identificata negli Stati Uniti, per ragioni di contesto differente. Questo studio ha mostrato per la prima volta come sia possibile trasferire in ambito epidemiologico il concetto antropologico di sindemia.