Trend temporale della mortalità per omicidio in Italia: un approccio di coorte basato sull’osservazione di 41 anni

Autore: Annibale Biggeri, Unità di biostatistica, epidemiologia e sanità pubblica, Dipartimento di scienze cardio-toraco vascolari e sanità pubblica, Università di Padova
annibale.biggeri@unipd.it
Dolores Catelan, Alice Maraschini, Valerio Manno, Giorgia Stoppa, Giada Minelli

Categoria Primaria: Epidemiologia di genere

Introduzione: L’omicidio è una causa di morte che può anche essere considerata un problema di salute pubblica, in quanto è legato alla salute mentale, alla qualità della rete relazionale e dell’ambiente sociale della vittima e dell’autore del reato. A livello globale il numero complessivo di omicidi ha iniziato a diminuire, tranne un picco nel 2021 mentre il numero di omicidi femminili non sta diminuendo. La letteratura internazionale delinea le tendenze e le caratteristiche di questo crimine: gli uomini hanno un rischio più alto (in Italia di 5 volte), il picco di età è di 25-34 anni per entrambi i sessi, il tasso di omicidi tende a diminuire con l’aumentare dell’età della vittima.

Obiettivo: descrivere l’andamento del fenomeno in Italia per età, periodo di calendario e coorte di nascita.

Materiali e Metodi: Sono stati usati i decessi per omicidio (E960–E969 per ICD-9 e X85–Y09, Y87.1 ICD-10) e per suicidio (E950-E959 per ICD-9 e X60-X84, Y87.0ICD-10) registrati in Italia dal 1980 al 2021 nel certificato di causa di morte ISTAT. I decessi sono stati riportati nel diagramma di Lexis, per classi quinquennali di età e periodo di calendario. Sono stati specificati modelli età-periodo-coorte.

Risultati: L’andamento temporale dei decessi per omicidio mostra sia negli uomini che nelle donne un chiaro effetto periodo di calendario (l’effetto coorte di nascita è trascurabile) con valori alti negli anni ’80 del secolo scorso ed un massimo nel periodo 1990-94. L’andamento dei tassi specifici per età mostra due differenti curve: per gli uomini le età più a rischio sono comprese tra i venti e i cinquanta anni, mentre per le donne si hanno due picchi, uno in età giovanile e uno più spiccato dopo i 65 anni. Tale differenza aumenta negli anni più recenti. Per i suicidi domina l’effetto coorte di nascita, con gli uomini che mostrano un andamento dei rischi relativi (rispetto ai nati 1935-44) più alti delle donne per le coorti nate dopo il 1970. Mentre le età a maggior rischio per le donne sono comprese tra i 30 e i 65 anni, gli uomini mostrano due picchi speculari rispetto ai picchi riscontrati per i decessi per omicidio delle donne.

Conclusioni: Vi è un aumento di rischio di morte per omicidio nelle donne negli anni più recenti, relativamente a quanto registrato tra gli uomini. Questo nonostante che la mortalità per omicidio sia in forte diminuzione dopo la stagione delle stragi per mafia culminata nel periodo 1990-94. Gli andamenti per età degli omicidi di donne sono speculari agli andamenti dei suicidi negli uomini, un aspetto importante da sottolineare anche perché questa diade omicidio-suicidio è presente anche nelle coorti più giovani