Autore: Giulia Longo, Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie – Università di Bologna, 40126 Bologna (BO)
giulia.longo9@studio.unibo.it
Paola Angelini, Settore Prevenzione collettiva e Sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna; 40127 Bologna (BO); Monica Soracase, Settore Prevenzione collettiva e Sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna; 40127 Bologna (BO); Giorgio Chiaranda, Settore Prevenzione collettiva e Sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna; 40127 Bologna (BO); Stefania Comini, Settore Governo e qualità del territorio della Regione Emilia-Romagna; 40127 Bologna (BO); Maria Silva Ganapini, Settore Governo e qualità del territorio della Regione Emilia-Romagna; 40127 Bologna (BO); Manuela Guglielmi, Settore Governo e qualità del territorio della Regione Emilia-Romagna; 40127 Bologna (BO); Maria Teresa Zappino, Settore Governo e qualità del territorio della Regione Emilia-Romagna; 40127 Bologna (BO); Barbara Nerozzi, Comune di Modena; 41121 Modena (MO); Marco Monti, Azienda USL della Romagna; 48121 Ravenna (RA) Rosanna Giordano, Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Parma; 43125 Parma (PR); Elisa Mariani, Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Parma; 43125 Parma (PR): Elena Dorato, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Ferrara; 44121 Ferrara (FE); Andrea Ranzi, Unità Epidemiologia Ambientale; Struttura Tematica Ambiente, Prevenzione e Salute, arpae; 40139 Bologna (BO); Federica Parmagnani, Unità Epidemiologia Ambientale; Struttura Tematica Ambiente, Prevenzione e Salute, arpae; 40139 Bologna (BO); Ferdinando Fichtner, Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva – Università degli Studi di Parma; 43125 Parma (PR); Beatrice Zerbi, Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva – Università degli Studi di Parma; 43125 Parma (PR);
Categoria Primaria: Ambiente e salute
Categoria Secondaria: Promozione della salute e prevenzione
Introduzione Il Piano Regionale della Prevenzione dell’Emilia-Romagna individua la necessità di “promuovere interventi intersettoriali per rendere le città e gli insediamenti umani più sani, inclusivi e favorevoli alla salute”. Un’azione specifica del Piano prevede di definire elementi del Profilo di salute utili alla descrizione della dimensione “vivibilità, salute e benessere urbano” delle dotazioni territoriali multiprestazionali (Atto di coordinamento tecnico – DGR 110/2021)
Obiettivi Promuovere l’integrazione della dimensione di salute nella pianificazione urbana, attraverso un documento tecnico che raccolga indicatori territoriali collegati al benessere e alla salute di popolazione, nonché l’individuazione di elementi utili ai Piani Urbanistici Generali (PUG) per integrare le esigenze di salute nella visione ecosistemica
Metodi È stato istituito un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da urbanisti, medici igienisti ed epidemiologi afferenti a Regione, Università, Aziende USL ed ARPAE al fine di selezionare indicatori urbanistici e sanitari utili alla pianificazione territoriale in ottica di miglioramento della salute della popolazione. Grazie ad una ricerca bibliografica sono stati individuati gli indicatori di salute più rilevanti in ambito Urban Health che potrebbero orientare la pianificazione sulla base delle necessità di salute. Sono state quindi evidenziate le aree tematiche del PUG definendo i parametri urbanistici suscettibili di rilettura in questa chiave
Risultati Redazione di un primo documento, rivolto ai Dipartimenti di prevenzione e agli Uffici di Piano dei Comuni, che comprende una matrice di correlazione (diretta/inversa, plausibile/dimostrata/quantificabile) tra parametri urbanistici e diversi proxy e outcome di salute. Per ogni parametro sono state identificate le aree tematiche di afferenza (in totale 7 diversi temi) e, inoltre, per alcuni di essi, sono stati forniti specifici indicatori e soglie di associazione. È in svolgimento un percorso formativo finalizzato a facilitare la lettura integrata degli elementi di pianificazione urbana con la visione di salute e sperimentare l’applicazione della matrice a PUG già approvati o in corso di elaborazione, per un totale di 7 Comuni o Unioni aderenti alla sperimentazione. I partecipanti sono stati divisi in gruppi in base all’area territoriale di afferenza, garantendo in ogni nucleo la compresenza di urbanisti, igienisti ed epidemiologi
Conclusioni La matrice di correlazione e gli indicatori sono attualmente oggetto di discussione e sperimentazione all’interno dei diversi gruppi, con lo scopo di verificarne completezza, misurabilità e significatività, nonché la possibilità di messa a terra. Il prodotto finale potrà costituire un valido strumento per l’integrazione delle necessità di salute dei territori all’interno della pianificazione urbanistica, facilitando il confronto interdisciplinare e la costruzione di un lessico e approcci metodologici e di valutazione comuni