Autore: Vera Rigamonti, Dipartimento di Statistica e Metodi Quantitativi, Divisione di Biostatistica, Epidemiologia e Salute Pubblica, Università di Milano-Bicocca, Milano, Italia
vera.rigamonti@unimib.it
Elisa Barbieri, Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino, Università di Padova, Italia; Vittorio Torri, MOX – Modelling and Scientific Computing lab, Dipartimento di Matematica, Politecnico di Milano, Milano, Italia; Francesca Ieva, MOX – Modelling and Scientific Computing lab, Dipartimento di Matematica, Politecnico di Milano, Milano, Italia, Centro Nazionale di Ricerca Sanitaria e Farmacoepidemiologia, Università di Milano-Bicocca, Milano, Italia, HDS – Health Data Science Centre, Human Technopole, Milano, Italia; Costanza Di Chiara, Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino, Università di Padova, Italia, Fondazione Penta ETS, Padova, Italia; Anna Cantarutti, Dipartimento di Statistica e Metodi Quantitativi, Divisione di Biostatistica, Epidemiologia e Salute Pubblica, Università di Milano-Bicocca, Milano, Italia, Centro Nazionale di Ricerca Sanitaria e Farmacoepidemiologia, Università di Milano-Bicocca, Milano, Italia;
Categoria Primaria: Epidemiologia clinica
Categoria Secondaria: Salute materno-infantile
INTRODUZIONE Il tasso di incidenza dell’influenza tra la popolazione pediatrica europea si è ridotto drasticamente durante il COVID-19 (stagioni influenzali 2020-2021 e 2021-2022). Con la stagione influenzale 2022-2023, l’influenza è tornata ad avere andamento e severità simili alle stagioni pre-pandemiche. Tuttavia, i tassi di incidenza della vaccinazione antinfluenzale sono rimasti bassi tra i bambini in Europa.
OBIETTIVI L’obiettivo di questo studio è quello di descrivere l’incidenza dell’influenza/sindromi simili influenzali e della vaccinazione antinfluenzale tra i bambini in Italia, al fine di analizzare eventuali differenze prima e dopo la pandemia da COVID-19 e ponendo particolare attenzione alle diversità rispetto al sesso, all’età e all’Indice di Deprivazione (ID) della regione di appartenenza.
METODI I bambini di età compresa fra 0 e 14 anni durante un periodo di osservazione di 13 stagioni influenzali (1 gennaio 2010-31 maggio 2023) sono stati inclusi nell’analisi. I dati sono stati ottenuti da record medici elettronici e anonimizzati di Pediatri di Libera Scelta affiliati alla rete Pedianet e aderenti al programma di vaccinazione antinfluenzale in Italia. I tassi di incidenza mensili sono stati calcolati per 10,000 persone-tempo e stratificati per sesso, età, e ID della regione di appartenenza.
RISULTATI Nel corso delle stagioni influenzali, sono stati diagnosticati in media 2,507 casi di influenza in una coorte media di 55,403 bambini (totale 151,886). Nel complesso, la copertura vaccinale è stata del 6.3%. I tassi di incidenza dell’influenza e della vaccinazione antinfluenzale calcolati confermano quanto riportato in letteratura: durante il COVID-19, l’influenza è quasi scomparsa, per poi tornare nella stagione influenzale 2022-2023, e sono pochi i bambini che si vaccinano contro l’influenza. Si osserva però che i tassi di incidenza della vaccinazione antinfluenzale si sono alzati durante la pandemia (da 3.32 a 6.26 per 10,000 persone-tempo). Stratificando per sesso, non emergono differenze rilevanti. Invece, stratificando per età, si osserva che, prima del COVID-19, l’influenza colpiva maggiormente i bambini di età compresa fra 2 e 11 anni e, dopo, sono aumentati i tassi di incidenza relativi ai bambini più piccoli (0-24 mesi). Inoltre, i più vaccinati sono i bambini di età compresa fra 2 e 11 anni. Infine, è emerso che si ammalano leggermente di più i bambini che vivono nelle regioni con un ID basso. È opportuno però evidenziare che, prima della pandemia, si vaccinavano maggiormente i bambini di regioni con un ID alto, viceversa dopo.
CONCLUSIONI Dalla stagione influenzale 2022-2023, i tassi di incidenza dell’influenza tra i bambini in Italia sono tornati a crescere. Tuttavia, i tassi di vaccinazione antinfluenzale sono rimasti bassi. Alla luce dei risultati ottenuti, bisognerebbe rafforzare le strategie di campagna vaccinale, soprattutto per i bambini in età prescolare e per coloro che vivono in regioni con un ID alto.