Autore: Lucia Mangone, Servizio di Epidemiologia, Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia
lucia.mangone@ausl.re.it
Isabella Bisceglia, Servizio di Epidemiologia, Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia Francesco Marinelli, Servizio di Epidemiologia, Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia Angelina Filice, Medicina nucleare, Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia Roberto Sabbatini, Dipartimento di oncologia ed ematologia, Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena Carmine Pinto, Medicina Oncologica, Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia
Categoria Primaria: Epidemiologia clinica
INTRODUZIONE La recente pandemia da Covid-19 ha provocato una sospensione delle attività di screening e di diagnosi precoce e un ritardo nell’approccio diagnostico terapeutico per i pazienti oncologici meno urgenti. Questo ha causato da una parte un calo delle nuove diagnosi di tumore ma, per alcune sedi tumorali, anche uno shift verso forme più avanzate o metastatiche.
OBIETTIVI Obiettivo di questo lavoro è valutare l’impatto che la pandemia da Covid-19 ha avuto sulle nuove diagnosi di tumore della prostata in termini di diagnosi e trattamento.
METODI Sono stati utilizzati i dati del Registro Tumori (RT) di Reggio Emilia nel periodo 2018-2021. Alle informazioni raccolte routinariamente dai RT (sede e morfologia), sono state aggiunte variabili di II livello, consultando direttamente le cartelle cliniche: Gleason (1-6 = rischio basso; 7 = rischio intermedio; 8-10 = alto rischio), stadio (I, II, III, IV utilizzando TNM ottava edizione a partire dal 2020), intervento chirurgico (eseguito, non eseguito) e radioterapia (erogata, non erogata).
RISULTATI Nel periodo 2018-2021 sono stati diagnosticati 1.123 tumori della prostata: 305 nel 2018, 339 nel 2019, 234 nel 2020 e 245 nel 2021. L’età media alla diagnosi è stata pari a 71.6, 72.5 e 70.9 e 71,9, rispettivamente, nei 4 anni considerati. Sull’intero periodo, il Gleason 8-10 (rischio alto) è passato dal 20 al 26%, senza differenze significative. Lo stadio I è stato pari a 38.7%, 41.6%, 35.5% e 27.7%, rispettivamente, negli anni 2018-2019-2020-2021. Un incremento si è registrato per lo stadio II che è passato da 23.9% e 21,8% nel 2018-2019 a 30.8% e 30.6% nel 2020-2021. Un lieve incremento anche per lo stadio III, ma solo nell’ultimo periodo: 15,7%, 18,6%, 15,8% e 20%, nei 4 anni considerati e lo stesso per lo stadio IV che è passato da 13.1% e 13% nel 2018-2019 a 15.4% e 20% nel 2020-2021. Sull’intero periodo considerato, la chirurgia è stata somministrata a circa il 35% dei pazienti senza subire alcuna variazione (35,4%, 34,2%, 36,3% e 34,3% nei 4 anni) e lo stesso vale per la radioterapia con un lieve incremento solo nell’ultimo anno (30,8%, 41,6%, 37,2% e 42%).
CONCLUSIONI Nel 2020 sono stati registrati oltre 100 casi in meno di tumore della prostata, rispetto al 2019. Complessivamente si è osservato, soprattutto nel 2021, un calo significativo dei tumori in stadio I e un aumento significativo dei tumori metastatici che nel 2021 hanno rappresentato circa un quinto delle nuove diagnosi. Da sottolineare che la nuova versione TNM sposta i tumori T4 dallo stadio IV al III e questo potrebbe avere provocato anche una sottostima delle forme metastatiche negli ultimi anni. Nella provincia di Reggio Emilia circa un terzo dei tumori prostatici ha fatto intervento chirurgico, un terzo ha eseguito radioterapia e un terzo è stato inviato a sorveglianza attiva. L’impatto del Covid-19 nel 2020 e successivamente nel 2021 ha mostrato un notevole calo delle nuove diagnosi e uno shift verso forme più avanzate.