Autore: Luca Carisio, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta
luca.carisio@izsto.it
Nicoletta Vitale, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta; Letizia Tripodi, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta; Walter Martelli, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta; Rosanna Desiato, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta; Maria Ines Crescio, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta; Paola Barzanti, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta; Giuseppe Ru, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta;
Categoria Primaria: One health/Epidemiologia veterinaria
Categoria Secondaria: Ambiente e salute
Introduzione: La peste suina africana (PSA) è una malattia infettiva virale ad alta contagiosità ed esito solitamente infausto che colpisce suini domestici e cinghiali e rappresenta una grave minaccia sanitaria e socioeconomica per il settore suinicolo. Il ritrovamento di carcasse di cinghiale positive a PSA e la loro rimozione è un’attività cruciale nella gestione della malattia, sia per la sorveglianza sia per il controllo della sua diffusione in quanto permette di eliminare una importante sorgente di contaminazione. L’early detection del virus è resa più probabile dall’analisi dei cinghiali ritrovati morti. Tuttavia, il ritrovamento delle carcasse nell’ambiente è difficile poiché i cinghiali presentano un comportamento elusivo. Nel Nord Italia l’ondata epidemica di PSA, iniziata a gennaio 2022, si è progressivamente allargata ed i casi rilevati rappresentano solo una parte di quelli realmente occorsi. Al fine di implementare una ricerca attiva efficace delle carcasse e l’identificazione precoce di nuovi focolai è essenziale lo sviluppo di modelli di distribuzione spazio-temporale dei cinghiali.
Obiettivi: Lo scopo del lavoro è identificare le aree in cui è più probabile rintracciare carcasse di cinghiale positive.
Metodi: Sono state utilizzate le coordinate geografiche dei cinghiali morti e testati per PSA dal 01/01/2020 al 31/01/2024 ritrovati in Liguria e Piemonte e le variabili topografiche (altimetria, esposizione, pendenza media) ed ambientali (proporzioni di uso del suolo secondo classificazione CLC, distanza da corsi d’acqua) in aree buffer di 2000 m dal punto di ritrovamento della carcassa. Lo stato epidemiologico è stato valutato attraverso un’analisi spazio-temporale per individuare la presenza di cluster. I fattori di rischio considerati sono stati analizzati tramite un modello GLM.
Risultati: Il modello predittivo applicato ha permesso di individuare le aree dove è più probabile trovare le carcasse e dove è più probabile che queste risultino positive a PSA. Le aree che sono risultate più idonee alla presenza del cinghiale sono quelle boschive caducifoglie o con vegetazione sparsa a bassa quota e con presenza di acqua. Al crescere della percentuale di bosco, di aree sparsamente vegetate, della distanza dalle aree urbane, dell’altimetria e della pendenza aumenta la probabilità di ritrovare soggetti positivi.
Conclusioni: Il modello proposto può fornire indicazioni sulle aree in cui è più probabile trovare le carcasse e dove i cinghiali tendono a nascondersi quando infetti da PSA. Lo strumento di early detection potrà essere utilizzato come guida per un’allocazione strategica delle risorse.