Caratteristiche e fattori associati alle transizioni nello stato di fragilità nella coorte di anziani ILSA (Italian Longitudinal Study on Aging)

Autore: Lucia Galluzzo, Istituto Superiore di Sanità
lucia.galluzzo@iss.it
Marianna Noale, Consiglio Nazionale Ricerche Sez. Invecchiamento Padova; Stefania Maggi, Consiglio Nazionale Ricerche Sez. Invecchiamento Padova; Marco Silano, Istituto Superiore di Sanità.

Categoria Primaria: Promozione della salute e prevenzione
Categoria Secondaria: Epidemiologia di genere

IINTRODUZIONE La fragilità è una condizione complessa e multifattoriale che espone l’individuo a una maggiore vulnerabilità, causando un incremento di disabilità, ospedalizzazione e morte. Vista la sua natura dinamica e potenzialmente reversibile, la fragilità offre ampie possibilità di intervento, ma scarsi sono gli studi sulla sua progressione ed evoluzione temporale.

OBIETTIVI Analizzare le transizioni nello stato di fragilità in una vasta coorte di anziani italiani e identificare i principali fattori associati alla sua progressione o regressione nel tempo.

METODI La coorte ILSA (Italian Longitudinal Study on Aging) è costituita da un campione randomizzato e stratificato di anziani italiani (n=5632; 65-84). I partecipanti sono stati esaminati in tre indagini in due fasi (T0 1992-93, T1 1995-96 e T2 2000-01) e seguiti con un follow-up periodico di mortalità. La fragilità è stata valutata a posteriori verificando i cinque criteri del fenotipo fisico di Fried [0=non fragile (nonF), 1-2=pre-fragile (preF), ≥3=fragile (F)] su un totale di 2239 soggetti (T0 n=1992; T1 n=1279; T2 n=1094). Le transizioni osservate nel follow-up (durata media 9 anni) sono state valutate anche in termini di progressione (nonF-preF; nonF-F; preF-F), regressione (preF-nonF; F-preF; F-nonF), stabilità, e transizione a decesso (n=241). La probabilità di transizione a 1, 3 e 5 anni (aa) è stata stimata con modelli multistato di Markov, considerando il decesso come evento assorbente. Le associazioni tra probabilità di transizione e caratteristiche dei partecipanti (costanti nel tempo o soggette a variazioni longitudinali) sono presentate come Hazard Ratio (HR) e intervalli di confidenza (IC 95%) stratificati per Uomini e Donne.

RISULTATI Nei due intervalli T0-T1 e T1-T2 (media 4 e 5 aa) sono state osservate 1931 transizioni su 1177 soggetti: il peggioramento si attesta a ~ il 30% e la remissione totale o parziale si verifica in più del 10% dei casi. Le stime dei modelli multistato mostrano una probabilità di regressione F-preF doppia nelle donne (3aa U10.4% D21.0%), a fronte di una più elevata probabilità di transizione da F a decesso negli uomini (3aa U42.2% D32.4%). La probabilità di remissione totale preF-nonF è maggiore negli uomini, così come la probabilità di conservare una condizione di assenza di F (3aa U61.7% D51.5%) e decresce nel tempo, al contrario la probabilità di peggioramento in generale è maggiore nelle donne e tende ad aumentare. In entrambi i sessi, la presenza di sintomi depressivi alla baseline aumenta di quasi quattro volte il rischio di progressione nonF-F e di ~ il 40% il passaggio pre-F-F; l’essere coniugati aumenta la possibilità di regressione preF-nonF di circa il 50%.

ONCLUSIONI La fragilità si conferma come condizione dinamica ad andamento fluttuante con ampi margini di intervento verso target specifici per sesso e caratteristiche. La presenza di sintomi depressivi si rivela il principale predittore di insorgenza e progressione della fragilità.