Differenze di genere nell’aderenza alle raccomandazioni e alle linee guida dietetiche tra gli anziani italiani che vivono in comunità.

Autore: Federica Prinelli, Consiglio Nazionale delle Ricerche
federica.prinelli@itb.cnr.it
Sara Bernini, Fondazione IRCCS Mondino; Elena Perdixi, IRCCS Humanitas; Nithiya Jesuthasan; Consiglio Nazionale delle Ricerche; Silvia Conti; Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Categoria Primaria: Epidemiologia di genere
Categoria Secondaria: Promozione della salute e prevenzione

Obiettivi L’aderenza alle linee guida dietetiche per una sana alimentazione svolge un ruolo essenziale nel mantenimento della salute della popolazione, ma i dati sulla popolazione anziana stratificati per genere sono scarsi. Il nostro obiettivo è stato quello di indagare le differenze di genere nell’aderenza alle raccomandazioni dietetiche in una popolazione italiana di uomini e donne anziani residenti in comunità.

Metodi Abbiamo incluso i partecipanti dello studio trasversale NutBrain, reclutati nel periodo 2019-2023 di età ≥65 anni residenti in Lombardia. Le abitudini alimentari sono state valutate utilizzando un questionario sulla frequenza di consumo degli alimenti di tipo semi-quantitativo composto da 102 alimenti. L’aderenza alle raccomandazioni è stata analizzata tramite la creazione di 23 gruppi di alimenti, come descritto nelle Linee guida italiane per una sana alimentazione-CREA. Le variabili sono state categorizzate in 0=nessuna aderenza e 1=aderenza alla raccomandazione. Il “Punteggio di Aderenza alle Raccomandazioni Dietetiche Italiane” è stato calcolato come indicatore dell’aderenza complessiva alle linee guida dietetiche, sommando ogni gruppo di alimenti e dividendo poi il punteggio ottenuto in terzili. Abbiamo confrontato l’aderenza alle raccomandazioni e al “Punteggio di Aderenza alle Raccomandazioni Dietetiche Italiane” tra uomini e donne.

Risultati In totale, sono stati analizzati i dati di 802 partecipanti (età media 73,4 anni ± 6,2 SD, 59,2% donne, 60,3% con istruzione elevata). Il consumo di legumi (67,5%), pesce (51,4%), pane (66,7%), latte e yogurt (71,8%), frutta e verdura (63,0%) e acqua (56,7%) era significativamente inferiore ai valori raccomandati nel campione totale. Al contrario, il consumo di formaggio (54,1%), grassi animali (54,0%), dolci e snack (90,9%), carne rossa (54,0%) e lavorata (84,2%) e prodotti da forno (85,9%) superava i livelli raccomandati. Rispetto agli uomini, le donne erano più aderenti alle raccomandazioni rispetto all’assunzione di bevande analcoliche (70,5% vs 57,8%) e alcoliche (81,1% vs 51,4%), carne rossa (32,8% vs 26,3%) e processata (18,3% vs 12,2%), patate (65,3% vs 57,8%) e zuccheri (70,5% vs 62,7%) e meno aderenti rispetto all’assunzione di pane (26,3% vs 42,8%) e pasta (60,2% vs 64,5%). Complessivamente, solo il 19,3% aveva un’elevata aderenza al “Punteggio di Aderenza alle Raccomandazioni Dietetiche Italiane” (terzile più alto); e le donne avevano un’aderenza maggiore rispetto agli uomini (22,1% vs 15,3%).

Discussione L’aderenza alle raccomandazioni è risultata complessivamente bassa nel campione totale; le donne sono più propense degli uomini ad aderire alle linee guida dietetiche. La prevenzione primaria deve tenere in considerazione le differenze di genere nell’assunzione di alimenti e nell’aderenza alle raccomandazioni dietetiche al fine di realizzare interventi e strategie di politica sanitaria realmente efficaci e in grado di modificare le abitudini alimentari della popolazione.