La propensione alla vaccinazione COVID-19 in Italia: un focus su residenti stranieri e italiani intervistati dai sistemi di sorveglianza PASSI e PASSI d’Argento.

Autore: Benedetta Contoli, Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma
benedetta.contoli@iss.it
Maria Elena Tosti, Centro Nazionale per la Salute Globale, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Federica Asta, Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Valentina Minardi, Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Giulia Marchetti, Centro Nazionale per la Salute Globale, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Virginia Casigliani, Dipartimento di Ricerca Traslazionale e Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Università di Pisa; Salvatore Scarso, Centro Nazionale per la Salute Globale, Istituto Superiore di Sanità, Roma, Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive, Sapienza Università di Roma, Roma; Silvia Declich, Centro Nazionale per la Salute Globale, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Maria Masocco. Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma.

Categoria Primaria: Salute dei migranti, richiedenti asilo e rifugiati
Categoria Secondaria: Promozione della salute e prevenzione

Introduzione: La propensione alla vaccinazione dipende fortemente dal tipo di vaccino e certamente riflette l’accessibilità ai servizi sanitari che li erogano. L’Italia è stata uno dei Paesi europei più colpiti dalla pandemia COVID-19 e la propensione a vaccinarsi contro Sars-Cov-2 è stato un aspetto poco indagato.

Obiettivi: Analizzare le differenze nella propensione alla vaccinazione Covid-19 e i fattori ad essa associati, nella popolazione straniera residente in Italia e in quella autoctona, utilizzando i dati raccolti dai sistemi di sorveglianza PASSI e PASSI d’Argento, nel periodo 2020-2021.

Metodi: Entrambe le sorveglianze, nel periodo pandemico, hanno raccolto informazioni su molteplici aspetti legati al COVID-19, come la percezione del rischio di contagio, la rinuncia alle cure, l’uso delle mascherine, il benessere emotivo, la fiducia nelle ASL nel gestire l’emergenza, l’impatto economico e la propensione alla vaccinazione. Un modello multinomiale, con variabile di esito a 3 categorie per confrontare l’inclinazione e il rifiuto alla vaccinazione con l’accettazione, è stato utilizzato per studiare l’associazione tra la propensione e specifiche caratteristiche delle due sottopopolazioni.

Risultati: Tra agosto 2020 e dicembre 2021 sono stati intervistati 19.681 soggetti. I residenti stranieri sono risultati significativamente meno propensi alla vaccinazione (49,4% rispetto al 60,7% tra gli italiani) e, tra loro, essere donna è emerso il fattore più associato al rifiuto alla vaccinazione (RRR = 1,68; IC al 95% 1,01–2,79). Altri fattori di rischio, come un basso livello di istruzione, difficoltà economiche, scarsa fiducia nel sistema sanitario, o la presenza di casi di COVID-19 tra familiari e/o amici sono tra gli altri determinanti del rifiuto ad effettuare la vaccinazione tra gli stranieri. Tra gli italiani, avere difficoltà economiche (RRR = 1,64; IC al 95% 1,38–1,95) e la scarsa fiducia (RRR = 2,15; IC al 95% 1,82–2,54) presentavano le associazioni più significative con il rifiuto alla vaccinazione. Aver ricevuto la vaccinazione antinfluenzale risulta un fattore protettivo sia per gli italiani (RRR = 0,13 e IC al 95% 0,10–0,18), che per gli stranieri (RRR = 0,10, IC al 95% 0,03–0,34).

Conclusioni: Lo studio mette in luce significative differenze tra italiani e stranieri nella propensione alla vaccinazione COVID-19, come per altri aspetti legati alla salute già noti, nonostante sia presumibile che gli stranieri intervistati dalle sorveglianze, per i criteri di eleggibilità adottati, siano ben integrati o in fase di integrazione. Ci aspettiamo che le disuguaglianze siano ancora più forti tra color che sono meno integrati o appena arrivati in Italia. Una comprensione approfondita della propensione alla vaccinazione tra gli stranieri è essenziale per la pianificazione di interventi mirati che garantiscano un accesso equo alla prevenzione.