Autore: Giorgia Soro, UO Igiene e Sanità Pubblica Forlì-Cesena, Dipartimento di Sanità
Pubblica, AUSL della Romagna
giorgia.soro@auslromagna.it
Giorgia Soro, AUSL della Romagna; Chiara Reali, AUSL della Romagna; Valeria Frassineti,
AUSL della Romagna; Andrea Ceccarelli, AUSL della Romagna; Emilia Biguzzi, AUSL della
Romagna; Roberta Farneti, AUSL della Romagna; Gian Luigi Belloli, AUSL della Romagna;
Marco Montalti AUSL della Romagna.
Categoria Primaria: Promozione della salute e prevenzione
Categoria Secondaria: Malattie trasmissibili
Introduzione: In Italia, alcune vaccinazioni tra cui quella per l’Herpes Zoster, vengono
raccomandate e fornite gratuitamente a specifiche categorie di persone (ad esempio,
coloro che compiono 65 anni) ogni anno. Nonostante l’offerta estesa, il problema del
mancato raggiungimento di coperture vaccinali ottimali rimane complesso da
affrontare, soprattutto a livello locale, a causa delle numerose variabili che
contribuiscono a generare incertezze riguardo alla vaccinazione, che vanno dalla
difficoltà di accesso alle preoccupazioni legate alla paura del vaccino stesso.
Obiettivo: Lo studio mira a determinare i tassi di copertura per l’Herpes Zoster nella
zona di Forlì e ad esaminare come variabili geografiche (altitudine), urbanistiche e
legate all’organizzazione sanitaria (presenza di un ambulatorio vaccinale) influenzino
il raggiungimento delle coperture vaccinali.
Metodi: Le coperture vaccinali per l’Herpes Zoster sono state calcolate per le coorti di
nascita comprese tra il 1952 e il 1958 per ciascun comune presente nell’area di Forlì
al 1° febbraio 2024. Si sono ottenute medie di copertura e deviazioni standard (ds)
aggregando i comuni in base alla zona altimetrica e all’urbanizzazione, utilizzando le
classificazioni ISTAT, e in relazione alla presenza o assenza di servizi vaccinali locali.
Risultati: Le coperture vaccinali per l’Herpes Zoster hanno mostrato una significativa
variabilità a livello locale, con valori compresi tra il 13,2% e il 37,3%, e una media del
24,7% ± 7,4%. Nei comuni situati nelle zone montane, la copertura media è stata del
26,2% ± 8,3%, mentre nelle zone collinari è stata del 22,8% ± 8,1%, e nelle aree
pianeggianti è stata del 28,8% ± 2,7%. Da un punto di vista dell’urbanizzazione, si è
notato un raggiungimento di coperture più elevate nei comuni con un grado maggiore
di urbanizzazione (da 27,3% a 24,5%). Infine, i comuni dotati di almeno un ambulatorio
vaccinale hanno registrato una media di copertura del 29.9% ± 5,6%, rispetto a una
media del 21.2% ± 6,4% per quelli privi di tale servizio sanitario in loco.
Conclusioni: L’analisi, sebbene di natura puramente descrittiva, ha evidenziato
notevoli disparità nei livelli di copertura vaccinale, anche considerando la geografia e
i diversi livelli di urbanizzazione del territorio. Le differenze riscontrate in queste
variabili sottolineano l’importanza di considerare anche i fattori ambientali nella
progettazione di campagne vaccinali al fine di personalizzare e indirizzare
efficacemente le strategie di intervento. La presenza di servizi vaccinali in loco
sembrerebbe inoltre essere un elemento cruciale per raggiungere livelli più elevati di
copertura vaccinale.
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