Interviste telefoniche o questionari autocompilati online? Risultati di uno studio di fattibilità nell’ambito del sistema PASSI.

Autore: mauro ramigni, Servizio Epidemiologia ULSS 2 – Treviso
mauroramigni@gmail.com
Valentina Gobbetto, Servizio Epidemiologia ULSS 2 – Treviso; Cinzia Piovesan, Servizio Epidemiologia ULSS 2 – Treviso

Categoria Primaria: Metodi epidemiologici e biostatistici
Categoria Secondaria: Epidemiologia sociale

Introduzione. L’implementazione di un’opzione per l’autocompilazione via web del questionario usato in un sistema di sorveglianza sulla salute e gli stili di vita basato su interviste telefoniche è interessante per i costi inferiori, il risparmio di tempo degli operatori, la più rapida disponibilità dei dati; in più la composizione del campione potrebbe essere migliorata da questa modalità di rilevazione. Tuttavia, il rischio di errori di misurazione potrebbe aumentare.

Obiettivo. Questo studio mira a determinare come varino a seconda del modo di raccolta dati i tassi di risposta e i valori degli indicatori rilevati dal sistema di sorveglianza PASSI nella provincia di Treviso.

Metodi: Al campione estratto nel 2023 per la consueta rilevazione PASSI (260 persone stratificate per sesso e classi di età 18-34, 35-49, 50-69 anni), ne è stato affiancato un altro di 600 persone (100 per strato) che sono state invitate a compilare lo stesso questionario via Web. Per la raccolta dati tramite intervista è stato seguito il protocollo PASSI (invio della lettera di presentazione; almeno 6 tentativi di chiamata prima di considerare non raggiungibile la persona). Per l’autocompilazione si è proceduto al solo invio della lettera di presentazione contenente il link per collegarsi al questionario. I dati sono stati raccolti per intervista da marzo 2023 a gennaio 2024, via Web nel gennaio 2024. I questionari usati erano assolutamente uguali e usavano la stessa piattaforma dedicata a PASSI. Sono stati confrontati i tassi di risposta ai due modi di raccolta per sesso, età e cittadinanza e le caratteristiche sociodemografiche dei rispondenti assieme a diversi indicatori di salute.

Risultati. Il tasso di risposta complessivo via Web è stato 19% contro 69% della modalità classica. In entrambe i modi a rispondere di più sono le donne tra i 50 e 69 anni, di meno gli uomini tra 18 e 34. Anche per la cittadinanza è conservata la stessa differenza (via web risponde il 20% degli italiani e l’11% degli stranieri; all’intervista 72% e 50%). Aggiustando per caratteristiche demografiche, i rispondenti via web hanno livello di istruzione più alto (laureati 29% vs 17%), dichiarano più spesso difficoltà economiche (44% vs 32%); aumenta la prevalenza di obesi (19% vs 12%), sedentari (18% vs 12%), non in buona salute (38% vs 24%) e depressi (21% vs 4%). Gli altri indicatori analizzati (relativi a fumo, alcol, alimentazione, rischio cardiovascolare e percezione di rischio ambientale) non mostrano differenze significative tra le due modalità.

Conclusioni. I nostri risultati suggeriscono che l’’autocompilazione potrebbero essere vantaggiosa, oltre che economicamente, nella misura degli aspetti più intimi (condizioni economiche, aspetto fisico, psiche) dove, via web, le persone sono meno restie a dare risposte che possano metterle in cattiva luce, ma non mostra di risolvere i problemi relativi all’inclusione di persone di cittadinanza straniere e con bassi livelli di istruzione.