Autore: Alessandra Binazzi, Dipartimento di medicina, epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale, Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (Inail), Roma
a.binazzi@inail.it
Davide di Marzio, Dipartimento di medicina, epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale, Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (Inail), Roma; Carolina Mensi, SC medicina del lavoro, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale maggiore policlinico di Milano; Dario Consonni, SC medicina del lavoro, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale maggiore policlinico di Milano; Lucia Miligi, Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica – ISPRO, Firenze; Sara Piro, Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica – ISPRO, Firenze; Jana Zajacovà, ASL CN1, Cuneo; Denise Sorasio, ASL CN1, Cuneo; Paolo Galli, UOC prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, Azienda USL di Bologna; Angela Camagni, UOC prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, Azienda USL di Bologna; Roberto Calisti, SPreSAL Epi. Occ. Azienda sanitaria unica regionale Marche, Civitanova Marche; Stefania Massacesi, SPreSAL Epi. Occ. Azienda sanitaria unica regionale Marche, Civitanova Marche; Ilaria Cozzi, Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio, ASL Roma 1; Stefano Murano, Azienda sanitaria dell’Alto Adige, Servizio aziendale di medicina del lavoro, Bolzano; Vera Comiati, UOC Sistema Epidemiologico Regionale e Registri – Azienda Zero, Padova; Silvia Eccher, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Servizio di medicina del lavoro, Trento; Federico Tallarigo, Dipartimento Tutela della Salute, UOC Anatomia Patologica ASP Crotone; Alessandro Marinaccio, Dipartimento di medicina, epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale, Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (Inail), Roma Gruppo di lavoro ReNaTuNS
Categoria Primaria: Epidemiologia occupazionale
INTRODUZIONE: I tumori maligni naso-sinusali (TuNS) sono tumori rari, ma con una rilevante quota di casi in lavoratori esposti a specifici agenti cancerogeni e rappresentano la neoplasia con maggiore frazione attribuibile professionale, dopo il mesotelioma. La IARC ha classificato per i TuNS alcuni agenti con evidenza certa di cancerogenicità per l’uomo (gruppo 1: polveri di legno e cuoio, composti del nichel, fumo di tabacco) o limitata (gruppo 2: composti del cromo esavalente, formaldeide, lavoro in falegnameria e nell’industria tessile). In attuazione del D.Lgs. 81/2008, presso l’Inail è attivo il Registro Nazionale dei Tumori Naso-Sinusali (ReNaTuNS) per la stima dell’incidenza dei casi di TuNS in Italia e la raccolta di informazioni sulla pregressa esposizione a cancerogeni.
OBIETTIVI: Analisi dei casi con esposizione professionale nel ReNaTuNS.
METODI: L’architettura del ReNaTuNS si basa sui Centri Operativi Regionali (COR). Vengono registrati tutti i casi di neoplasia maligna primitiva epiteliale delle cavità nasali e dei seni paranasali. La definizione dell’esposizione si basa sulla raccolta dettagliata della storia lavorativa, extralavorativa e degli stili di vita del paziente attraverso un questionario standardizzato, sulla codifica del settore lavorativo e della mansione, e sulla revisione delle informazioni raccolte e la loro traduzione in termini di profili di esposizione da parte di igienisti industriali.
RISULTATI: Nel periodo 1989-2022 sono stati registrati 2851 casi di TuNS (73% uomini, 27% donne). Le sedi di insorgenza più frequenti sono le cavità nasali (50%), il seno etmoidale (22%) ed il seno mascellare (19%). Le morfologie più diffuse sono i carcinomi a cellule squamose (39%) e gli adenocarcinomi (38%). Dei 2175 casi con esposizione definita (76% del totale), il 41% negli uomini e il 33% nelle donne presenta un’esposizione professionale ad uno o più agenti cancerogeni del gruppo 1 IARC. Questo pattern si osserva prevalentemente in soggetti con adenocarcinoma (90% uomini, 44% donne) ma anche in un numero considerevole di casi con carcinoma a cellule squamose (44% negli uomini, 17% nelle donne). Le esposizioni occupazionali riguardano soprattutto le polveri di legno (43% negli uomini, 19% nelle donne) e di cuoio (25% e 30% rispettivamente) e, in percentuali inferiori, cromo esavalente, formaldeide e polveri tessili.
CONCLUSIONI: I risultati confermano che in una quota rilevante di casi di TuNS è identificabile l’esposizione ad agenti cancerogeni in ambito lavorativo. Attraverso la ricerca attiva dei casi e l’applicazione di criteri standardizzati di definizione diagnostica e di ricostruzione dell’esposizione, il ReNaTuNS è uno strumento fondamentale per fornire indicazioni utili alla prevenzione primaria nei luoghi di lavoro, per identificare soggetti a rischio particolarmente elevato per i quali siano ipotizzabili programmi di sorveglianza mirata a una diagnosi precoce efficace e per garantire i benefici assicurativi dei pazienti