Autore: Claudia Marino, Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1, SSR Lazio, Roma
c.marino@deplazio.it
Laura Angelici, Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1, SSR Lazio, Roma; Marta Giaccari, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma; Giulia Cesaroni, Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1, SSR Lazio, Roma; Silvia Cascini, Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1, SSR Lazio, Roma; Anna Maria Bargagli, Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1, SSR Lazio, Roma; Marina Davoli, Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1, SSR Lazio, Roma; Nera Agabiti, Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1, SSR Lazio, Roma.
Categoria Primaria: Malattie cronico-degenerative e tumori
Categoria Secondaria: Epidemiologia sociale
Introduzione Diversi milioni di individui nel mondo vengono trattati con terapie renali sostitutive di cui l’emodialisi è il trattamento più frequente. I pazienti in emodialisi hanno un alto rischio di mortalità ed è ancora incerto il ruolo del livello d’istruzione (LI).
Obiettivi Obiettivo dello studio è analizzare l’associazione tra LI e mortalità su pazienti incidenti in emodialisi.
Metodi Dal Registro Regionale Dialisi e Trapianto del Lazio è stata selezionata una coorte di pazienti incidenti in emodialisi cronica tra il 2008 ed il 2022. Sono stati esclusi i minorenni e quelli con tempo di follow-up minore di 91 giorni. Le caratteristiche sociodemografiche e cliniche sono state valutate all’inizio dell’emodialisi. Il follow-up dei pazienti inizia dalla data di incidenza e finisce alla prima delle seguenti date: morte, trapianto, recupero della funzione renale o fine dello studio (uno o tre anni). Sono stati calcolati i tassi di mortalità per 100 Anni-Persona (AP) ad uno e tre anni per LI (basso: scuole elementari, medio: scuole medie, alto: diploma o più). Sono state calcolate le curve di sopravvivenza cumulative (Kaplan-Meier) per LI e confrontate usando il log-rank test. Gli Hazard Ratio (HR) grezzi ed aggiustati e i rispettivi intervalli di confidenza al 95% (IC95%) cono stati calcolati con modelli di Cox. Le caratteristiche sociodemografiche e cliniche sono state considerate potenziali fattori di confondimento o modificatori d’effetto.
Risultati La coorte conta 9,776 pazienti; il 33.5% ha basso LI, il 30.7% medio, ed il 35.8% alto. L’età media e la proporzione di donne decrescono al crescere del LI: 73 anni VS 65 anni e 43% VS 26% (basso LI VS alto LI) rispettivamente. Durante il primo anno di dialisi, si sono osservate 1,683 morti, durante i tre anni 3,827. I tassi di mortalità per 100AP sono 24.1 (IC95% 22.4-26.0) basso LI, 17.4 (IC95% 15.9-19.0) medio e 15.0 (IC95% 13.8-16.4) alto LI. I corrispettivi tassi a tre anni sono 22.7 (IC95% 21.6-23.8), 17.4 (IC95% 16.4-18.4) e 15.1 (IC95% 14.2-16.0). Le stime di sopravvivenza ad un anno sono 78.0% nel basso LI, 83.8% nel medio ed 85.8% nell’alto (log-rank test p-value<0.001). Gli HR di mortalità grezzi ad un anno sono 0.72 (IC95% 0.64-0.81) e 0.62 (IC95% 0.55-0.70) per il medio e alto LI VS basso LI, rispettivamente. Gli HR aggiustati corrispondenti sono 0.93 (IC95% 0.83-1.06) e 0.92 (IC95% 0.81-1.04). Risultati simili sono stati trovati per la mortalità a tre anni: HR grezzi 0.77 (IC95% 0.71-0.83) e 0.66 (IC95% 0.62-0.72); HR aggiustati 0.99 (IC95% 0.92-1.08) e 0.97 (IC95% 0.89-1.06), medio e alto LI VS basso LI, rispettivamente.
Conclusioni Secondo questo studio, una volta che si considerano le caratteristiche sociodemografiche e cliniche, il livello di istruzione non sembra essere associato al rischio di mortalità. I pazienti in emodialisi sono costantemente monitorati dal Sistema Sanitario Nazionale, questo probabilmente annulla gli effetti delle disuguagliane sociali anche se il LI